"Esercizio per disegnare lo spazio"
Video LCD, stampe fotografiche - 2024
Dimensioni variabili
Due mani tendono un elastico, generando una successione di forme provvisorie. Il gesto, semplice e misurato, introduce una condizione di equilibrio instabile nella quale la materia, sottoposta a tensione, diviene strumento per delimitare lo spazio. L'elastico non disegna una linea, ma rende visibile una forza: delimita superfici immaginarie, costruisce geometrie mutevoli, suggerisce volumi che esistono soltanto finché il gesto li sostiene.
Le fotografie, estrapolate da una sequenza video, isolano alcuni istanti di questa azione. L'intervento cromatico individua e colora le superfici racchiuse dalle linee di tensione, trasformando uno spazio altrimenti invisibile in una presenza concreta all'interno dell'immagine. Il colore non descrive un oggetto, ma rende percepibile una relazione: quella tra i punti di presa, la deformazione dell'elastico e la superficie virtuale che ne deriva.
Il lavoro si colloca in una zona intermedia tra disegno, fotografia e scultura. La tridimensionalità non è costruita attraverso la materia, ma suggerita da un sistema di forze che si manifesta nell'immagine. Il gesto diventa così uno strumento di misurazione e conoscenza, capace di rivelare una geometria effimera, sospesa tra ciò che è fisicamente presente e ciò che viene generato dalla percezione.
Lo spazio non è più uno sfondo neutro sul quale si dispone la forma, ma una condizione che emerge dall'azione, dalla tensione e dal loro temporaneo equilibrio.